Principi cardini del PAC e la progettazione futura del territorio

La popolazione svizzera ha espresso nel 2013 una chiara esigenza: quella di una crescita qualitativa e non unicamente quantitativa. Una necessità, questa, che richiama un cambiamento generale nel nostro rapporto con il territorio.

Anche in un comune periurbano come il nostro, dovremo in futuro concentrare lo sviluppo demografico in modo ragionato e intelligente in una minore superficie così da preservare quegli spazi liberi che oggi i cittadini richiedono sempre di più. Si dovrà ripensare la tipologia, la densità e la posizione di alcune zone edificabili, favorendo le ubicazioni vicine alle vie di collegamento e alla rete dei trasporti pubblici. Da qui scaturisce il concetto di governo del territorio verso obiettivi di sviluppo insediativo centripeto.

Un lavoro importante, impegnativo e delicato ma anche stimolante.

Lo strumento del Piano di azione comunale per lo sviluppo insediativo centripeto (PAC) è stato il contenitore nel quale sviluppare visioni e misure a favore di un territorio utilizzato con maggior consapevolezza, nel rispetto dei valori in esso racchiusi e secondo le aspettative della popolazione che lo abita.

La necessità di una ri-pianificazione del nostro territorio comunale — che ha preso avvio concretamente a inizio maggio 2025 con l’adozione della Zona di pianificazione (ZP) e con la decisione del Consiglio comunale di autorizzare il progetto di adattamento della Zona edificabile (ZE) al Piano direttore cantonale, scheda R6 —, la quale avrà importanti risvolti anche sull’architettura paesaggistica, la salvaguardia del paesaggio e delle attività del primario ad esso legate, senza dimenticare l’innovazione quale motore economico del futuro, ha dovuto necessariamente essere tenuta in considerazione nella definizione degli obiettivi di ristrutturazione dello stabile dell’ex orologeria Diantus.

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